Banda larga, senza domanda l’infrastruttura rischia di essere una cattedrale nel deserto

Senza una adeguata domanda, da costruire, formare e sostenere, l’infrastruttura della banda larga rischia di essere l’ennesima grande opera che genera risultati molto inferiori alle attese. Basta guardare indietro per rendersene conto.

Nel 1972 viene completato il tratto che collega l’Autostrada del Sole fino a Reggio Calabria (anche se sotto Napoli non si chiama più così). Il progetto nasce nel 1956 con l’avvio dei lavori per l’Autostrada che ha il compito di mettere in comunicazione il Nord con il Sud. Prima della nascita di questa importante infrastruttura gli operai emigrati, che viaggiavano per tornare a casa dal Nord, impiegavano almeno due giorni per arrivare a destinazione.

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lo strano caso di soldipubblici.gov.it

Il governo ormai qualche mese fa ha annunciato il nuovo sito per controllare la spesa pubblica.

A parte il fatto che controlla la spesa pubblica degli altri visto che controlla le spese delle regioni ma non quella dello stato. Sarebbe stato carino che anche i dati della PA centrale potessero essere controllati attraverso questo grazioso sito.

Per la verità sarebbe altrettanto grazioso se qualcuno rendesse pubbliche le statistiche di accesso al sito, infatti non vorremmo trovarci di fronte ad un proliferare di siti e applicazioni costate soldi che nei fatti nessuno usa. Sarebbe imbarazzante io credo..

Ma in ogni caso mi sono divertito a navigare il sito “opendata” per eccellenza (anche se poi non lo è molto ma questa è un’altra questione).

Ho provato così a vedere quanto le regioni spendono su singole voci: cancelleria, pennarelli e ogni altro genere di oggetto.

Allora, come ogni informatico che si rispetti di fronte ad un sistema nuovo, ho cominciato a fare le classiche “prove delle scimmie”. Ovvero digitare voci senza molto senso come fossi una scimmia.

E qui la sorpresa comincia a venir fuori.

Ho provato a chiedere quanto la regione lazio spende in “bombe” e sono usciti circa 7 milioni di euro, la regione lombardia circa 8.

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Insomma ogni regione spende molti soldi in bombe.

Ma mi ha stupito anche vedere che la lombardia spenda in ancore circa 460mila euro.

Insomma, se il sistema di monitoraggio delle spese consente di trovare voci che non sembrano aver senso (magari ce l’hanno ma non sembrerebbe) l’intero sistema non ha l’affidabilità per poter esporre i dati.

E allora soldipubblici.gov.it rischia di essere un sito annuncio ma poco utile.

Ma che vuol dire “sburocratizzare”?

Il termine “sburocratizzare” ha assunto ormai una valenza quasi rivoluzionaria. Appena ci si trova in difficoltà e non si sa cosa dire si inneggia alla burocrazia, vi si inveisce, si sbraita, si richiama il santo graal della libertà da lacci e lacciuoli.

Il minimo che può capitare è quello di sentire che gli uffici andrebbero smantellati, bisognerebbe digitalizzare tutto (anche digitalizzare ha assunto una valenza esagerata).

Il responsabile di ogni male, come le streghe, è la burocrazia. negli altri paesi si dice che non c’è e tutto funziona benissimo.

Bene, la notizia è che la burocrazia c’è ovunque. In Germania la burocrazia è presente e feroce, chi non rispetta le regole che ha viene severamente punito. Anche negli USA la burocrazia esiste ed è rigida.

Ma il problema non è la burocrazia in sé, l’alternativa alla burocrazia è il comando in mano alla discrezionalità del singolo.

Il singolo che decide tempi e modi con i quali esegue un determinato processo, questo è il vero male. Da questo punto di vista la burocrazia è molto più democratica, creando regole uguali per tutti senza “guardare in faccia a nessuno” è in grado di soddisfare i bisogni e i diritti di tutti.

E allora perché anche noi siamo insoddisfatti verso la burocrazia italiana? Anzitutto perché la nostra burocrazia spesso è proprio il regno della discrezionalità. Proprio quei politici che evocano la “sburocratizzazione” poi non sono in grado di definire processi organizzativi e acquisire competenze in modo che le cose siano semplici, alla portata di tutti, favoriscano chi ne ha realmente diritto.

Se i processi organizzativi fossero disegnati con maggiore attenzione le cose andrebbero meglio e la burocrazia tedesca, francese e di qualsiasi altro paese lo fa. E’ proprio responsabilità della cattiva politica mettere ai posti giusti persone che non vedono il loro incarico come una forma di potere discrezionale, che non devono rispondere a nessuno se non a chi ce li ha messi (e invece sarebbe opportuno che rispondessero anche ad altri sulla base di indicatori oggettivi).

Il problema non è la burocrazia ma la cattiva burocrazia, quella che dipende dalla cattiva politica.

Sarebbe dunque più opportuno che la politica la smettesse di gridare alla burocrazia ma si assumesse la responsabilità piena di ciò che fa, se vuole può agire per ridisegnare i processi, eliminare gli elementi discrezionali, rendere la macchina amministrativa al passo coi tempi e in linea con le esigenze dei cittadini.

Non lasciamo solo il governo sulle nomine in AgID

Nell’attesa che la selezione per il nuovo direttore proceda con i giusti tempi cerchiamo di offrire il nostro contributo al governo.

154 candidati, d’altra parte, meritano attenzione e riflessione, da un semplice calcolo si deduce che per selezionarli in 15 giorni una sola persona impiegherebbe circa 35 minuti a candidato, senza contare che una acelta così non viene presa da soli e ha bisogno di riflessioni e approfondimenti. Considerando che mediamente sono CV autorevoli con linee guida da vagliare in più persone ci vorrà molto tempo, le voci di short list che girano spero siano ponderate con attenzione.

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Innovazione pubblica e privata non sono la stessa cosa

In questi giorni in cui si decide il nuovo direttore dell’Agenzia per Italia Digitale mi è capitato di leggere molti commenti sui social network su come l’informatica pubblica deve essere gestita.

La cosa più frequente è stata quella di consulenti tecnici o giornalisti o esperti di comunicazione (si perché l’italia è l’unico paese al mondo che conosca in cui essere giornalista o aver studiato comunicazione ti da la patente per entrare nel merito di progetti ICT indipendentemente dalla singola esperienza) che paragonano la pubblica amministrazione ad una azienda privata. (altro…)

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