Io sto con le riforme

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http://qualcosadiriformista.ilcannocchiale.it

Il logo francamente non è un gran ché, anche se condivido il suo punto di vista. Non ne farei una bandiera “talebana” di una campagna, ritengo sia giunto il momento di far valere delle regole condivise da tutti. L’ideale sarebbe proteggere tutti:-), se non si può, condividere tutti un po’ di rischio non fà male.

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Campioni del mondo

La più bella battuta l’ha fatta Prodi: “anche le vittorie più importanti si  ottengono con un piccolo scarto“.

Non oso pensare a come si sente Berlusconi che al governo non è riuscito a metter mano su nessun evento paragonabile. L’unico modo che Berlusconi ha trovato per far scendere in piazza la gente è stato contro i suoi provvedimenti e contro la guerra in IRAQ. Però ne è scesa veramente tanta:-)

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Le riforme liberali

Ormai sostengo da alcuni anni che ciò di cui si sente il bisogno in Italia è di una vera spinta liberale (e non liberista).

Sostengo questo non per una generica adesione a questa o quella ideologia, bensì perché ritengo che in questa fase storica sia necessario un impulso verso una società protesa verso l’”intrapresa”, il rischio, la tutela dei diritti sulla base della maggiore scelta e concorrenza.

Mi rendo anche conto che ogni sistema spinto all’eccesso (e qui sta la mia presa di distanza dal liberismo e dagli -ismi in generale) porta delle distorsioni che nel tempo possono provocare squilibri e deformazioni da correggere.

Non credo che si possa raggiungere un punto di equilibrio totale, credo più ad una politica di bilanciamento nella quale si alternano fasi di maggiori regole a fasi di maggiori “libertà”.

Oggi ci troviamo in un paese nel quale convivono settori nei quali non esistono regole e andrebbero rimesse e settori nei quali vigono vincoli di stampo tardo medievale (corporazioni).

Tendenzialmente si è proceduto “deregolando” il deregolabile verso i settori della società più deboli, mentre poco si è fatto nei confronti di chi ha acquisito nel tempo un potere di influenza.

Il Governo Prodi e il Ministro Bersani stanno facendo una battaglia che và oltre il singolo provvedimento. Un battaglia che ci pone di fronte alla questione se in Italia è possibile avere un sistema capitalistico normale, nel quale i driver sono le forze economiche regolate dallo Stato e non quelle protette dalla politica.

Una grande battaglia che non possiamo non approvare, senza farci prendere da estremismi, con moderazione come è bene che si facciano le cose destinate a durare e a creare un clima civile.

Ed è proprio per riaffermare un clima civile, che non deve essere consentito alle categorie colpite di adottare forme di lotta non civili. Non si vede perché non viene consentito agli operai di picchiare i crumiri o fare i picchetti per chiudere le fabbriche nei giorni di sciopero e poi deve essere permesso ai tassisti di bloccare le città. Non si vede perché si possono precettare gli autisti di autobus o gli aereoportuali in virtù del pubblico servizio e non i tassisti che rivendicano di essere un pubblico servizio se c’è da ottenere un privilegio.

Il Governo comincia a scaldarsi e a carburare, la stoffa del ciclista comincia ad emergere. Speriamo che, grazie alla legge elettorale fatta apposta, il governo non sia sottoposto ai ricatti delle corporazioni.

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