Alì-TALIA=Alì-Babà

Non sò se saranno 40 a “rubare”, ma ho l’impressione che in questa operazioni ne verranno fuori diversi centinaia di milioni tolti dalle tasche dello Stato, da quelle dei 7000 lavoratori buttati fuori e dagli utenti che saranno costretti a volare Alitalia perché sarà l’unico vettore sulla piazza.

Ogni volta che qualche governo cerca un assetto più stabile dell’azionariato o una cordata italiana, o sostiene un campione nazionale finisce sempre (in questa Italia senza regole e regolatori) che denari vengono drenati a favore di pochi…

Tags: berlusconi, economia, Politica

Post correlati

La legge di Nottingham

Dalla Robin Hood Tax alla legge di Nottingham. Nei decreti governativi compaiono sempre di più norme ed emendamenti che disegnano la dura legge dello sceriffo di nottingham che preleva dai poveri per arricchire il Principe.

Norma anti-precari e assegni sociali sono bilanciati dalla scomparsa della tracciabilità degli assegni e dale norme anti elusione ed evasione.

Blocco dei fondi per il SUD sono bilanciati dal rinnovo della concessione per autostrade che per 30 anni segue l’inflazione reale senza obbligo di investimenti

Decreto salva Rete 4..

SCERIFFO, GRAZIE PER L’ATTENZIONE:-)

Tags: berlusconi, economia, Politica

Post correlati

Lo Stato e la banda larga

Ormai sembra fatta, si parla insistentemente di fare una rete di Stato (o quasi) che viene offerta a tutti gli operatori che faranno i servizi. Sarebbe troppo lungo in un post analizzare il perché sarebbe una sciagura dal punto di vista economico, dello sviluppo della rete e della libertà dei cittadini, provo a ad esprimere qualche dubbio al progetto.

1.Privacy

Ma dopo tutto quello che è successo con il caso Tronchetti-Tavaroli e le simpatiche registrazioni abusive ad uso dei potenti non meglio conosciuti voi vi sentireste al sicuro se ci fosse un soggetto para-pubblico che ha la sola rete presente in Italia? E chi ci garantisce che l’AD nominato dal governo di turno non assuma alla sicurezza un para-Tavaroli?

2.Monopolio

Il monopolio della rete è il più innaturale che c’è. I costi delle infrastrutture sono continuamente in calo e gli investimenti degli apparati richiedono politiche di aggionamento costanti (max 3-5 anni). Il soggetto che avrebbe la rete non ha nessun interesse ad aggiornare un bel nulla e una infrastruttura che inizialmente sembra veloce diventa un enorme accozzaglia di ferro (Telecom della ultima generazione ha fatto così abbattendo tutti gli investimenti nella manutenzione e aggiornamento della rete). In più, con un solo soggetto, i consumatori non avranno più la possibilità di scegliere l’operatore più economico (o meglio gli operatori saranno dei meri rivenditori di conettività altrui maggiorando il prezzo). Il risultato sarà quello che il carrozzone para-pubblico presto sarà in grado di applicare una tariffa internet rivalutata a sua discrezione. Certo l’Autorità Carente per le Comunicazioni (quella che in dieci anni di liberalizzazione del mercato non è riuscita a ridurre che di pochi punti percentuali la presenza di Telecom) non credo che improvvisamente saprà fare meglio.

3.Cosa sono questi servizi

Si parla di servizi da vendere sulla rete ma, stringi stringi, si arriva a parlare solo di IPTV. E allora forse dovremmo dire che tutti i servizi di IPTV (a livelo mondiale) non è che stiano andando benissimo. Per quanto riguarda l’Italia poi con tutte le televisioni che abbiamo sull’etere e sul satellite io francamente non sento il bisogno di averne anche sul filo. Infatti gli unici servizi che vanno benissimo su internet sono il P2P (vero divoratore di banda) e quelli “user generated”. Per andare bene su questi servizi non serve una banda spaventosa (sul P2P ci sarebbero problemi di copyright..) serve una buona connessione in upload.

Infine da documenti internazionali e nazioali si deduce che con circa 4-6 Mbit/sec pieni (non quelli propagandati dal marketing che nessun controlla) si riesce a fare alta definizione con codifica mpeg4. E allora tutta questa fretta della banda dove c’è?

4.Ma serve proprio LARGA ‘sta banda

In realtà la fibra è una delle ipotesi in campo, ma tra tutte le tecnologie presenti la più promettente è il wireless. La sua proiezione di svilupo (in termini di veocità e capacità) è strabiliante, si parla di cellulari LTE con decine di Mbit/sec. e il wimax nel 2009 annuncerà lo standard ad un Gbit/sec. Allora forse, se dovessi investire in qualche cosa, investirei nel aprire un ampio pezzo di spettro di radiofrequenza alla sperimentazione di nuovi standard con un modello che favorisce la nascita in Italia di nuovi operatori che vogliono sperimentare su tecnologie sempre più sofisticate e, magari, di produttori che disegnano apparati. Magari potremmo pensare di richiamare multinazionali e capitali che sono interessate a fare R&D in Italia.

Negroponte, già da qualche anno, sostiene che la tecnologia più promettente è il wireless. non si può dargli torto visto che orai i PC portatili hanno di gran lunga superato i desktop, che le connessioni internet mobili sono uno dei più importanti tred di sviluppo di internet e che, in futuro, vedo pochi utenti che vogliano appassionarsi all’idea di dover stare vicino alla scrivania per potersi attaccare alla fibra. In un modello nel quale l’ultimo miglio è misto rame/fibra/wireless/powerline(filo elettrico), probabilmente si può ripensare la necessità di raggiungere le tradizionali centrali telecom con la fibra e adottare percorsi più flessibili (lungo le ferrovie e le autostrade che ne hanno tanta, palidotti)..

5.Perché diversi dalle migliori pratiche?

In tutto il mondo il dato che emerge sempre è che la maggiore penetrazione è accompgnata dalla concorrenza sulle infrastrutture. Anche in UK, fino a pochi mesi fa mito di chi propugna la rete unica, una volta che il servizio ha preso piede Openreach e OFCOM aprono alla concorrenza di infrastrutture, considerato il vero obiettivo.

Concorrere nelle infrastrutture significa che la rete ha sempre un’alternativa e non dipende mai da un fornitore unico.

6.La rete come leva di investimenti ICT

Le telecomunicazioni attirano enormi investimenti in ICT e in altri settori. Se l’investimento è concentrato in un solo operatore (para-pubblico per giunta) si creerebbe una concentrazione pericolosa sia perché sarebbe un’impresa di tale dimensione sarebbe in grado di fissare il prezzo verso i fornitori, sia perché (condizionato dal sistema politico) essa potrebbe avere pericolose tentazioni di corruzione o concussione, infine perché limiterebbe gli investimenti. E’ evidente che se n operatori competono tra loro il totale degli investimenti è maggiore e la leva dela domanda è più alta. Maggiore sarà il ruolo dello Stato di mantenere alta la competizione maggiore sarà la probabilità che nuovi investitori (anche esteri) decidano di entrare nel mercato.

7.il fallimento di SOCRATE

La rete non è un bene scarso e non è comparabile agli acquedotti e alle autostrade  (e d’altra parte sarei molto preoccupato se un governo facesse un contratto per l’operatore unico della rete come quello fatto con autostrade dal gov. berlusconi!! ). Per duplicare le autostrade di asfalto sono necessari scavi e lavori enormi, oltre a discreti problemi ambientali. Per la rete è sufficente cambiare i caselli (ovvero gli apparati all’inizio e alla fine di una tratta) per ottenere velocità centinaia di volte più elevate. Il bello della rete è che la tecnologia consente di aumentarne le capacità e di rendere questo bene abbondante, sono le regole e le politiche che impongono la scarsità (vi ricordate il min. Gasparri che sfidò la fisica obbligando per legge le onde radio a rimanere dentro casa dei cittadini).

Un progetto di rete unica è gia fallito, il progetto SOCRATE di Telecom portò la fibra in molti quartieri nele principali città ma gli utenti non sono stati per nulla entusiasti di spendere di più per avere a casa altra televisione. Di internet allora quasi non si parlava ma anche oggi sarebbe l’offerta di servizi (IPTV con il calcio) il driver.

La diffusione di internet passa non solo per una offerta, spesso limitata dalla dissennata politica del monopolista (anzi del regolatore) che guadagna molto di più dalla tariffa telefonica per i modem,  ma da una campagna volta a superare il digital divide culturale. Il vero salto in avanti si ha se il cittadino scopre che internet è davvero utile ed è disposto a pagarlo (e all’estero -es francia- costa circa 10euro al mese! ).

Il concetto di servizio universale va ripensato in un mondo nel quale le tecnologie sono molte. Pensare di affrontare il problema della banda larga con i criteri degli anni venti (nei quali ha preso piede il telefono e la radio) è ua follia che avvantaggia le rendite e i monopoli. E’ necessario ripensare i modelli aprendo e liberando(che non è sinonimo di liberalizzare;-)) le risorse, perché quando vanno in mano a pochi fanno la fine del petrolio, del grano, dei cereali, del….

  1. il gatto che si morde la coda

Ma se tutti aspettano l’imminente denaro dello Stato per fare gli investimenti chi sarà quel pazzo che ce li mette lui? In Italia sono tutti abili a fare impresa senza tirare fuori il denaro e mi sembra di vedere la stessa cosa nota. Tutti aspettano lo Stato che metta il denaro per poi rivendere i servizi con la maggiorazione.

Chi è più penalizzata è l’impresa più onesta che in questi anni ha fatto investimenti e retto la concorrenza con l’incumbent ma ormai non può che rassegnarsi all’ondata “liberista di stato” .

Fallimento di mercato significa sempre di più che la rendita si è appropriata degli spazi di libertà dell’impresa e del lavoro. La vera partita non è più tra lavoro e capitale ma tra produzione e rendita perché nel terzo millennio sembra che si affacci lo spettro di una nuova pericolosa classe nobiliare che fa della rendita l’arma del suo potere.

Tags: economia, Innovazione, rete

Post correlati

Articolo Recenti

commenti Recenti