da wikipedia:
“Molti storici si domandano se sia esistita la fenice, facendo riferimento alle opere dei poeti romani, considerandola nulla di più di un prodotto della fantasia dei seguaci del Dio-Sole. Alcuni, tuttavia, credono che il mito possa essere basato sull’esistenza di un vero uccello che viveva nella regione allora governata dagli Assiri. Gli antichi la identificavano col fagiano dorato, tanto che un imperatore romano si vantò di averne catturato uno. Nella Bibbia, con l’ibis o col pavone; altri, con l
airone
rosato o l’
airone
cinereo (Arda cinerea) — basandosi sull’abitudine degli antichi egizi di festeggiare il ritorno del primo
airone
cinereo sopra il salice sacro di Heliopolis, considerato evento di buon auspicio, di gioia e di speranza.
Il volatile più idoneo a rappresentarla è la Garzetta: una specie di uccello affine all’airone, di cui numerosi esemplari vennero sterminati solo poiché i loro ciuffi costituivano le “aigrettes” usate per confezionare i pennacchi coi quali si adornavano le dive. Come l’airone che spiccava il volo sembrava mimare il sorgere del sole dall’acqua, la Fenice venne associata col sole e rappresentava il BA (“l’anima”) del dio del sole Ra , di cui era l’emblema — tanto che nel tardo periodo il geroglifico del Bennu veniva impiegato per rappresentare direttamente Ra.” Strano queste affinità tra Fenice e Airone, manco a farlo apposta si direbbe che il piano fenice per Alitalia serva a far rinascere anche l’Airone.
E’ interessantissimo l’articolo apparso sulla lavoce.info a proposito della socializzazione dei debiti. Il Min. Sacconi parla spesso di economia sociale di mercato adesso comincia a comprendere il senso che la destra gli attribuisce: “socializzare i debiti e privatizzare i guadagni“.
Il piano per Alitalia è uno scandalo ed è una scandalo che questo governo vada avanti a modificare qualsiasi regola si frapponga verso l’obiettivo (spesso privato, ad-personam o ad-cordatam). Era questa la destra che ricordavo e che ho visto operare tra il 2001 e il 2006, quella che ha permesso l’enorme “festa dei prezzi” che ha spostato guadagni dal lavoro produttivo alle rendite di posizione (siano esse la privatizzazione dei servizi publici, della telecom, le svendite immobiliari dello stato, il commercio senza regole che alza i prezzi come vuole). Una destra che difende l’unico “stile italiano” che vorrei cancellare: un’economia in mano ad un pugno di grandi famiglie che vivono sempre più di rendita e sempre meno di rischi di impresa. La cosa che mi colpisce è la scelta di Colaninno (che considero persona seria e che ha dimostrato di essere un uomo di impresa) di farsi coinvolgere e di diventare la mascotte dell’orda unna che sta dietro a questa operazione. Un’orda in corsa verso un bottino che il governo gli ha preparato.
ancora da wikipedia:
Al giorno d’oggi sopravvive il modo di dire “essere una fenice”, per indicare qualcosa di cui non si conosce l’uguale, introvabile, un esemplare unico e soprattutto inafferrabile, secondo il ben noto detto di Metastasio (“Demetrio”, atto II, scena III):
«Come l’araba Fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa».
Tale espressione venne ripresa pari pari da Lorenzo Da Ponte nel libretto di Così fan tutte musicato da Mozart, per affermare l’impossibilità di trovare la fedeltà nelle donne:
«È la fede delle femmine come l’araba Fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa».
E’ sì è proprio una cosa unica un piano che più che a salvare un’azienda serve a salvare una faccia: quella di Berlusconi!


Ma al posto di regalare i soldi agli unni non era il caso di finanziare un grande piano per l’innovazione dell’impresa italiana? Non era il caso di finanziare i salari dando impulso alla domanda interna e scongiurando la recessione? Si continua a fare accanimento terapeutico per sostenere aziende insostenibili e non si comincia a lavorare per un grande progetto di riconversione delleconomia nazionale verso settori nei quali possiamo avere un ruolo internazionale. Sarebbe notevolmente più utile per la nostra economia, per esempio, rendere detassabili l’acquisto di libri professinali o frequentare corsi (certificati da organismi internazionali) o offrire dei vaucher. Abbiamo bisogno che il paese conosca di più, sappia di più, abbia istituti bancari che finanziano il rischio (i nostri sono fin tropo bravi a non rischiare mai nemmeno un centesimo), non un’economia carrozzone. Colaninno, ma invece di seguire Alitalia perché non apri una nuova impresa che metta insieme le capacità meccaniche della Piaggio e l’elettronica per costruire “robottini” di uso comune da venedere all’estero? Sarebbe una sfida più stimolante e un grande progetto per il Paese.
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