Attali e il futuro

Ieri sono andato all’evento ANTEPRIMA organizzato da Reti. Un interessante e bello evento. Nel corso dell’iniziativa è intervenuto Attali con un discorso di scenario sul futuro.

Premetto che ho una grande considerazione del lavoro prodotto dalla commissione Attali in Francia, delle soluzioni ed ipotesi prospettate, tuttavia devo dire che ad alcune affermazioni di scenario non sono d’accordo. E’ evidente che avrà più informazioni Attali di me e che dicendo quel che dirò pecco di presunzione, tuttavia, poichè non sarà certo per la presunzione ma per ben altri peccati che finirò all’inferno, mi azzardo ad alcune semplici considerazioni accollandomi il rischio.

Anzitutto la considerazione che la terra avrà più abitanti e dunque le risorse saranno più scarse comincia a convincermi sempre meno. E’ da Malthus, tra il ’700 e l’800, che si teorizzano tragedie dovute all’aumento della popolazione e poi invece si scopre che la questione è sicuramente importante ma ci sono soluzioni per la sua gestione. Esistono politiche efficaci di controllo delle nascite messe in atto in alcuni paesi e gran parte dei paesi occidentali hanno natalità basse. Ma soprattutto nell’ultimo secolo si sono sviluppate tecnologie in grado di ridurre il consumo di energia in modo consistente. Il consumo di energia per abitante ritengo che in futuro (per la verità già adesso) ridurre anche del 50%. Se si facesse uso di motori con bassi consumi energetici, recupero di fonti energetiche alternative e quant’altro probabilmente potremmo goderci un tenore di vita molto simile all’attuale con un consumo di qualche ordine di grandezza inferiore. Il problema è che nei paesi in via di sviluppo vengono riversate le tecnologie dismesse nei paesi occidentali.

Un altro punto interessante è l’analisi conseguente del costo delle materie prime e dell’energia. Attali ha sotenuto che l’energia dovrebbe costare molto di più dei 40$ a barile di petrolio, io-nella presunzione che ho oggi e solo oggi- ritengo che non sia così.

Se vediamo l’andamento del costo del petrolio scopriamo che a luglio il barile stava volando verso i 200$ e tutti gridavano ad un pianeta pieno di persone che consumavano, non credo che da luglio ad oggi siano spariti abitanti o la produzione si sia ridotta fino ad arrivare ad 1/5 di quella a luglio. Il fenomeno lo interpreto come una iniziativa di alcuni poteri di tenere alto il prezzo delle materie prime per speculare e fare denaro (magari con cui ripagarci i fallimenti dei subprime…). Se la mia teoria fosse vera questo fenomeno non sarebbe completamente sparito ma ancora in atto. Dunque sarebbe possibile poter rendere disponibile energia con costi ragionevoli se la domanda fosse in grado di ridurre i propri consumi grazie alle tecnologie sempre più Green in circolazione. E’ forse vero che tra 50 anni il petrolio finirà ma è anche probabile che basterebbero 10 anni di investimento serio in ricerca e sviluppo per migliorare il rendimento di altre fonti e scovarne delle nuove contemporaneamente alla riduzione dei consumi.

Se si applicassero poi regole leggermente diverse alla gestione delle risorse (combattere la rendita e le concentrazioni attraverso politiche concertate contro la speculazione finanziaria) probabilmente si potrebbero ottenere notevoli risultati, ad esempio con iniziative che siano in grado di regolare il mercato in modo adeguato.

Anche altre risorse pregiate (acqua) probabilmente potrebbero essere rese disponibili in quantità ragionevoli a vasti strati della popolazione con una gestione razionale delle riserve, dei consumi, evitando la concentrazione di queste risporse in poche mani. Per quanto riguarda il cibo negli ultimi anni sono state scoperte piante in grado di produrre energia a basso costo e rivedendo le politiche di brevettazione messe in atto negli ultmi 30 anni, si potrebbero ottenere dei risultati molto importanti s questo fronte. Oggi si possono brevettare tipologie di piante e beni commestibili e questo li rende beni scarsi in mano a pochi soggetti. Con una politica diversa si potrebbero ottenre risultati diversi pur mantenedo una ragionevole remunerazione.

Io credo che ci troviamo di fronte ad uno scenario futuro che vede la nascita e il consolidamento di due “economie politiche” una classica che fa perno sulla scarsità di beni (e che si deve confrontare con le evoluzioni tecnologiche e  le scopretrte scentifiche) e un’altra che fa perno sui “beni abbondanti” (la conoscienza, la rete internet, ma via via sempre più prodotti sono potenzialmente disponibili ad un uso ragionevole e diffuso) che impone un cambio di paradigma culturale e filosofico, impone un cambio delle politiche di gestione e governance. Questa è una sfida alla quale sarebbe bene che ci si misurasse tutti quanti sapendo che non è facile dare risposte e che spesso sono beni che non accettano la regola di proprietà classica o di compravendita e che dunque impongono di escogitare altri sistemi di relazione sociale di cui solo in parte possiamo vederne l’emergere. Quel che è certo è che l’economia dell’”attore razionale” fa sempre più acqua da tutte le parti per lasciar spazio a soggetti sempre più sociali e irrazionali…forse.

Adesso che ho detto la mia posso tornare ad ascoltare sommessamente quelli più bravi di me a far previsioni che ormai da molti anni sembrano fallire sempre.

Tags: Innovazione, Politica

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