Il Digitale Terrestre e l’innovazione

Finalmente la Televisione Digitale Terrestre è arrivata. Finalmente la popolazione italiana può accedere al “magico mondo” delle nuove tecnologie di frontiera, al ventunesimo secolo “casareccio” e provinciale italiano.

Quando se ne è cominciato a parlare ero perplesso sull’utilità di questo servizio adesso la perplessità è passata: il servizio è inutile anzi dannoso.

Inutile perchè non ha aperto il mercato a nuovi player televisivi o nuovi canali, nel senso che tutti quelli che entrano nel DTT avebbero tranquillamente potuto essere presenti sulla piattaforma satellitare così comoda e anche così economica.

Dannoso perchè il passaggio al DTT non è stato accompagnato da una razionalizzazione del piano delle frequenze tale da recuperarle per l’uso più intelligente della banda larga. Le frequenze pregiate della televisione rimangono imbrigliate nella televisione con canali che programmano in parallelo lo stesso programma, il programma di un’ora prima in replica, la replica del giorno prima, lo stesso programma in HD, il programma di molti anni fa, il materiale di magazzino che nessuno avrebbe mai voluto vedere e che poteva tranquillamente essere disponibile su internet. Il progresso inarrestabile…

In un Paese come il nostro in cui è così difficile cablare per come è fatto il territorio e, di contro, è così più facile coprire in wireless (ormai gli operatori di telefonia mobile coprono quasi tutto il territorio) il recupero delle frequenze sarebbe stato la manna dal cielo. Eppure si è deciso (ed uso l’impersonale così non faccio nomi) di favorire un’altra volta la televisione ad altri sistemi di comunicazione. Mentre la banda larga è uno dei fattori riconosciuti di crescita del PIL la televisione non sembra avere gli stessi effetti, eppure l’Italia è fatta così sceglie ciò che non scomoda qualcuno anche se scomoda molti.

Dal punto di vista televisivo per ora abbiamo solo decuplicato i canali-replica. Un panorama bizzarro come quello italiano nel quale nei grandi centri urbani puoi trovare ad ogni ora del giorno e della notte simpatici venditori di tappeti o gioielli, oppure utilissimi programmi sportivi che scimmiottano quelli delle reti maggiori si sentiva la mancanza di centinaia di canali TV vuoti di contenuti. Già perché il problema è il contenuto e su quello ci vorrebbe un mercato più aperto. Invece chi produce contenuto sono pochi soggetti (endemol, Magnolia).

Gli stessi risultati potevano essere ottenuti mandando un nuovo satellite di trasmissioni televisive, lo standard è lo stesso. Anziché finanziare i decoder si potevano finanziare le parabole e il decoder. Che poi, cosa ancora più aberrante, dopo aver creato tutto questo cataclisma del DTT si è pensato bene di fare la piattaforma satellite TVTV che trasmette il DTT da satellite. Solo un folle poteva pensare una cosa simile e noi siamo la follia fatta stato su questo tema.

Ma non era meglio, ingenuamente mi chiedo, lasciare solo tre canali analogici, recuperare tutte le frequenze per la banda larga (a cominciare dal wimax) e spostare la televisione sul satellite? E ancora, mi chiedo ingenuamente, no era meglio fare una legge che obbligasse la riassegnazione delle frequenze recuperate per il wimax e le nuove tecnologie di banda larga mobile assegnandole con meccanismi POCO costosi. E ancora ingenuamente, visto che le frequenze wi-max le abbiamo assegnate con la gara più costosa di Europa in un Paese che già di per sé è costoso coprire, potevamo trovare il modo di regalare delle frequenze ex televisive agli operatori che si sono svenati per comprare licenze e che oggi non hanno più soldi per fornire il servizio? Ma gli ingenui non dovrebbero vivere in Italia, in Italia siamo tutti furbissimi..

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