Ciao Paolo
03-giu-09
Non avrei mai voluto scrivere queste righe. Ho fatto molta fatica a prendere la tastiera in mano e, sopratutto, a raccogliere i pensieri che mi ha frullano nella testa dopo la notizia della scomparsa di Paolo.
Paolo era una persona eccezionale con il quale avevo fatto molte cose e da molto tempo lavoravamo insieme. Il suo entusiamo e la sua squadra mi hanno coinvolto nell’esperienza dell’osservatorio ICT della Margherita con il quale ho collaborato pur se non ero della margherita. Abbiamo condiviso la voglia di poter portare la politica ad interessarsi di innovazione e molte volte ci siamo trovati a pensare e costruire insieme. Le differenze c’erano, come era giusto che fosse, ma sono sempre stato sicuro che se avessi fatto il suo numero mi avrebbe risposto, mi avrebbe aperto la sua disponibilità. Lo stesso facevo io con lui, con lealtà e correttezza.
Paolo aveva una squadra eccezionale, sapeva scegliere le persone e farle lavorare insieme. Trascinava e si lasciava guidare. Alcune volte era testardo, si metteva in testa una cosa e doveva realizzarla ma questo oggi lo leggo come un pregio.
Per un periodo ci siamo allontanati, non abbiamo mai discusso tra noi ci siamo solo lasciati andare al clima generale senza confrontarci come altre volte avevamo fatto. Con Paolo abbiamo intrapreso la strada del PD molto prima che il Pd nascesse, abbiamo dato vita ai laboratori dell’innovazione del PD prima che il PD fosse nato. Ci vedevano come matti. Era bastato prenderci un caffè insieme, dieci minuti. Era già fatto l’accordo, ci eravamo dati la parola e su quella base naque un’esperienza eccezionale. Per stringere accordi con Paolo bastava essere leali, guardarsi negli occhi, essere sinceri. Tra noi è stato così e ci fidavamo.
Paolo mi ha coinvolto nel presentarmi con la lista Rutelli alle elezioni comunali di Roma, per me che vengo dall’esperienza dei DS era strano ma ancora una volta la sua squadra, che sentivo e sento anche mia, mi ha dato la sensazione di poter stare a quel gioco per parlare di innovazione e così è stato. Avremmo potuto fare meglio anche se non era importante il risultato ma il gioco e l’esperienza.
Salutare l’umanità di Paolo non è facile ma so che il suo essere positivo avrebbe reagito subito. So che non si sarebbe lasciato andare e che ci avrebbe rincuorato e stimolato a proseguire.
Nell’amarezza di ciò che è accaduto ho imparato la lezione di cogliere gli attimi e di non lasciare mai che la corrente mi allontani dalle persone con cui ho condiviso pezzi importanti di percorso. E’ meglio accapigliarsi un attimo che allontanarsi con il ghiaccio dentro.
La montagna che amava l’ha tradito. Come sempre la vita è una questione di attimi che si debbono cogliere e attimi che cancellano tutto. Cercherò di cogliere il più possibile e di sorridergli come merita.
Ciao Paolo
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